UN NOBEL CHE PREMIA IL LAVORO DEGLI SCIENZIATI AQUILANI

Tra i venti scienziati italiani che saranno ricevuti dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, tre appartengono all’Università dell’Aquila. Saranno ringraziati per le ricerche svolte nello studio dei cambiamenti climatici del pianeta per conto dell’IPCC cui è stato conferito il Premio Nobel per la Pace I professori Guido Visconti e Gianni Pitari e la ricercatrice Eva Mancini dell’Università dell’Aquila saranno ricevuti il 25 ottobre p.v. dal Presidente del Consiglio Romano Prodi che, a nome di tutto il Paese, li ringrazierà per il lavoro svolto come autori e revisori per conto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) alla stesura dei rapporti sull’ambiente e sui cambiamenti climatici che hanno meritato a questa organizzazione il premio Nobel per la Pace. L’iniziativa, promossa dal Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, rappresenta un riconoscimento al contributo dato dagli scienziati ed esperti italiani alla definizione dei cambiamenti climatici e dei rischi che ne possono derivare. L’assegnazione del premio Nobel per la Pace all’IPCC rappresenta una novità importante dal punto di vista culturale e sociale, oltreché scientifico, perché i cambiamenti climatici vengono paragonati ad una minaccia bellica per tutta l’umanità. Secondo l’interpretazione dell’Accademia di Stoccolma, fatta propria anche dal Governo italiano «chi lavora, in campo scientifico, tecnico, politico e divulgativo per contrastare l’effetto dell’aumento dei gas serra, opera per la pace, sia fra i Paesi della Terra che tra l’uomo e il pianeta».

Con grande soddisfazione – ha dichiarato il Rettore prof. Ferdinando di Orio – l’Università dell’Aquila ha appreso la notizia dell’invito del Presidente Prodi a tre suoi scienziati, come i professori Guido Visconti e Gianni Pitari e la ricercatrice Eva Mancini. Il fatto che essi rappresentino la componente più numerosa tra gli scienziati italiani che saranno ringraziati dal Presidente del Consiglio, è il segno più evidente della validità scientifica della scuola aquilana che ormai da molti anni è all’avanguardia nello studio dei cambiamenti climatici e che oggi rappresenta un vero centro di eccellenza a livello internazionale. A tale proposito lo stesso Filippo Giorgi, che fa parte del Comitato esecutivo dell’IPCC, si è formato alla stessa scuola. In questo senso, come sarà ufficialmente riconosciuto anche da Romano Prodi e da Alfonso Pecoraro Scanio, il premio Nobel appartiene anche a loro”.

Ancora nessun commento.

Non c'è ancora nessun commento.

Commenti RSS TrackBack Identifier URI

Lascia un commento