INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA STEFANIA PEZZOPANE di Federico Zia

Aree interne, infrastrutture, lavoro e turismo

L’AQUILA. L’Abruzzo appare una regione a due velocità, da una parte la fascia costiera che continua ad attrarre investimenti e maggiormente dotata dal punto di vista infrastrutturale, dall’altra le aree interne, ricadenti nella quasi totalità all’interno del comprensorio aquilano, sempre più depresse sul versante socioeconomico. Cosa fare, cosa è stato fatto, dove e come intervenire per migliorare la situazione. Ne abbiamo parlato con il Presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane. Presidente Pezzopane, la crisi socioeconomica che attanaglia il comprensorio aquilano è ormai un fatto evidente. Cosa si deve fare per arginarla e migliorare la situazione e cosa non si deve fare per acuirla?

Il reinserimento della nostra provincia nei benefici dell’87.3c è sicuramente un segnale decisivo per invertire la rotta nelle aree interne. Gli aiuti di Stato, sommati agli sgravi contributivi del credito d’imposta, che la finanziaria riconosce per le nuove assunzioni, rappresentano una forte motivazione all’insediamento di nuove aziende, che in passato hanno preferito per i loro investimenti altre regioni. Il raddoppio della Micron ad Avezzano, della Menarini Dompè a L’Aquila, l’intenzione manifestata da alcune aziende di sbarcare nel capoluogo, ne sono un esempio significativo. I comuni del territorio che potranno usufruire degli aiuti di Stato passano da 4 a 48 e quelli che non sono inseriti nell’87.3c possono contare sul “de minimis”, un contributo che viene concesso ai piccoli imprenditori. È solo grazie ad un lavoro di squadra se siamo riusciti a conseguire questi risultati, determinanti, ma non certo sufficienti. Adesso inizia una nuova fase per il marketing territoriale. È necessario uno sforzo comune per far sbarcare nuove industrie e per farle rimanere. Ma per far questo l’intera classe politica deve agire compatta, per l’interesse del territorio, evitando inutile e dannose divisioni.

Le aree interne, rispetto alla fascia costiera, sono quelle maggiormente penalizzate. L’Abruzzo appare una regione a due velocità. Dove vanno ricercate le cause di una simile situazione?

Il problema ha radici antiche. Negli anni passati è mancata una politica strategica, un disegno organico della classe dirigente. Alla debolezza del sistema imprenditoriale si è sommato il vuoto di iniziativa politica e l’incapacità di fare squadra per far fronte alle emergenze del territorio. Il ritardo infrastrutturale è l’emblema di questo stato di cose. Sono più di trent’anni che il nostro territorio attende il collegamento con la costa. Solo questa giunta ha realizzato una vigorosa sterzata sulle infrastrutture, accelerando il collegamento con Pescara e Amatrice.

Dal punto di vista infrastrutturale la provincia aquilana è quella meno dotata. Cosa ha fatto e cosa sta facendo l’Amministrazione Provinciale per potenziarla?

Abbiamo fatto molto e i risultati si vedono. Il governo ha stanziato 56 milioni di euro, per tre anni, per la velocizzazione della tratta ferroviaria Avezzano Roma. Nel piano regionale dei trasporti, concertato con la Regione Abruzzo, abbiamo ottenuto il via libera per l’elettrificazione della tratta L’Aquila Sulmona Pescara e l’istituzione di un biglietto unico per il trasporto su ferro e gomma. La strada da percorrere è ancora molta. Resta prioritario l’impegno per ammodernare i servizi ferroviari e porre fine all’odissea quotidiana dei pendolari. Marcheremo stretti i nuovi vertici delle Ferrovie dello Stato, dal momento che con i precedenti, il dialogo è stato complicato. Sul versante delle infrastrutture viarie, mi limito a citare due obiettivi centrati. Superstrada del Liri. In soli due anni abbiamo appaltato interamente i 9 milioni di euro della finanziaria ed eseguito i lavori per la messa in sicurezza. Superstrada L’Aquila Amatrice. Abbiamo ottenuto un finanziamento di 46 milioni di euro per il completamento della superstrada. La nostra priorità è velocizzare il collegamento con Roma. Ci siamo già mossi in questa direzione. Nel DPEF 2008/2012 il governo ha inserito il progetto per la realizzazione delle complanari sulla A24.

Questi ultimi anni sono stati segnati da diverse crisi aziendali e vertenze sindacali. Quale è stato l’impegno della Provincia nella risoluzione di tali problematiche?

Quello del lavoro è stato finora l’impegno che ci ha assorbito di più. La nostra provincia ha il maggior numero di vertenze; alcune risalgono addirittura a 20 anni fa. Nonostante la politica industriale sia una specifica competenza della Regione, sono stati troppi i silenzi di chi è stato eletto in questo territorio e da cui ci saremmo aspettati uno sforzo maggiore.La Provincia dell’Aquila, al contrario, non si è mai tirata indietro. Abbiamo seguito tutte le vertenze con tenacia e assiduità. In alcuni casi siamo riusciti a strappare risultati importanti. Penso alla vertenze Cosmo, Lastra, Olivetti, allo zuccherificio di Celano, al CRAB, alla Chef Line, alla rinascita di due società, Euroservizi (ex Collabora) e Abruzzo Engineering (ex Collabora Engineering), con la conseguente salvezza di 200 posti di lavoro. Per i lavoratori che sono stati espulsi dal ciclo produttivo, ma non hanno ancora maturato i requisiti della pensione, abbiamo svolto un’azione di costante pressing sul Ministero del Lavoro per ottenere ammortizzatori sociali e incentivi alle assunzioni.Restano ancora molti nodi da sciogliere. Il polo elettronico, la Finmek, la vertenza per la Valle Peligna e l’Alto Sangro. Per questa siamo riusciti ad ottenere l’apertura di un tavolo nazionale. Sono vertenze spinose, ma non ci tiriamo indietro.

Un punto di forza del territorio aquilano, considerando il suo patrimonio storico, artistico e naturale, può essere rappresentato dal turismo. C’è un impegno in tale direzione?

La Provincia ha messo in campo diversi progetti che hanno come denominatore comune la valorizzazione del ricco patrimonio delle aree interne. “Provincia in festival”, ad esempio, nasce proprio con l’obiettivo di coniugare l’offerta culturale con il patrimonio artistico, naturale, paesaggistico dei nostri borghi, di forte richiamo turistico.Puntiamo a valorizzare le emergenze e le peculiarità del territorio, le risorse archeologiche, il patrimonio monumentale medioevale, il turismo montano, ambientale, religioso. In più abbiamo sperimentato nuove forme di ricettività, con i progetti Alberghi diffuso e Borghi autentici e con la valorizzazione delle ex case cantoniere lungo i sentieri del Parco. Una buona fetta di finanziamenti CIPE è stata destinata alla valorizzazione del patrimonio lacustre (lago di Campotosto, Barrea, Scanno, San Demetrio) o alla riqualificazione di percorsi e strade di montagna.

Siamo quasi a fine legislatura. Quali sono stati i migliori obiettivi raggiunti e quali quelli mancati?

In questi tre anni abbiamo onorato diversi impegni assunti con gli elettori. Ad alcuni sono legata in particolar modo. Penso al progetto “Cento Cervelli”, all’impegno sociale per le categorie più deboli (disabili, detenuti), ai risultati raggiunti nel campo dell’edilizia scolastica. Abbiamo impresso una accelerazione notevole al percorso per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, che ha condotto tra l’altro al totale abbattimento delle barriere architettoniche. L’istituzione di una Consulta della Montagna e l’adesione ad Euromontana ha portato la Provincia ad assumere un nuovo protagonismo nelle scelte strategiche. Abbiamo tagliato spese superflue (auto blu, indennità di assessori e consiglieri) e razionalizzato quelle necessarie (riscaldamenti). Per gli altri obiettivi, invito a leggere il resoconto dettagliato del nostro operato nel “Diario di Governo”. Tutti risultati che siamo riusciti ad ottenere grazie ad un solido bilancio dell’Ente, chiuso sempre in attivo e in tempi regolamentari.  Davanti a noi abbiamo ancora due anni, per continuare a lavorare.

In una recente intervista il consigliere regionale dei liberal democratici, Antonio Verini, ha dichiarato che l’attuale Amministrazione Provinciale ha pensato più ad “apparire” che a mettere in atto azioni concrete in favore del territorio aquilano. Lei cosa gli risponde?

Rispetto a quello che facciamo, “appariamo” anche meno del dovuto. In ogni caso mi sorprendono le recenti dichiarazioni del consigliere Verini. Finché è stato segretario della Margherita non ha mai sollevato obiezioni sull’operato dell’Amministrazione. La sua unica preoccupazione è stata di aprire dei casi sugli assessori del suo stesso partito, prima Cioni, poi Giorgi. Avremmo potuto fare di più se avessimo potuto contare sulla sua capacità di far approdare risorse consistenti nel nostro territorio. Da quando è consigliere regionale non ricordo un suo solo intervento a favore della provincia dell’Aquila. Non ricordo che si sia opposto al taglio delle risorse sull’edilizia scolastica, voluto dalla finanziaria regionale, o che si sia speso a favore dell’occupazione, se non per salvaguardare interessi che lo riguardano personalmente.

Per concludere, quali progetti ha per il futuro?

Continuare a lavorare per completare il programma e gettare le basi il futuro. Per questo intensificheremo la fase di ascolto del territorio, già avviata negli incontri per la presentazione del “Diario di Governo”.

1 Commento/i

  1. salve,secondo me anche l aeroclub di preturo andrebbe potenziato trasformandolo in aeroporto,anche con ad esempio uno o due voli settimanali con milano,o francoforte o londra per esempio in maniera da attrarre anche imprese straniere altamente competitive a livello internazionale..si potrebbe creare una piccola compagnia aerea tutta aquilana,la aquilair.com e attrarre turisti e imprenditori,oppure fare un grande centro congressi,sarebbe bello creare una provincia con industrie di hi tech,una specie di silicon valley..dopotutto abbiamo il laboratorio del gran sasso che ci azzecca anche..abbiamo la facolta di ingegneria,forse qualche finanziamento si potrebbe utilizzare a questo scopo chiamando i migliori esperti per mettere a punto un piano, e creare nuove imprese che diano lavoro e che creino un futuro alla provincia,alla regione,e a tutti i giovani che sono costretti ad andare fuori per lavoro.Secondo me l aquila ha queste potenzialita e bisognerebbe di una classe dirigente piu giovane e dinamica,laureata nelle migliori universita che attivi subito il meccanismo di rinascita ,o meglio di nascita del territorio sotto una luce moderna ed avanzata..


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